La voce come strumento di comunicazione e ricerca

Che cos’è la voce? Forse non è una domanda che ci si pone sovente. Ma è un suono? Una vibrazione? Una maniera per definire cose o concetti astratti? O la manifestazione di sentimenti ed emozioni?

Il viaggio della voce dentro di me ha avuto inizio quando stavo per perdere la voce stessa. Una voce scoperta per caso, un talento che aveva tutte le potenzialità per esprimersi e svettare nel mondo dell’Opera. Ma quando non si è figli d’arte può accadere di commettere qualche errore e allora il sentiero della crescita diventa tortuoso, i tempi si dilatano ed il sogno di cantare e bene si allontana. Resta una grande passione ed insieme la curiosità di trovare risposta agli interrogativi di un fenomeno, qual è la voce, fra i più grandi e misteriosi della specie umana.

È iniziato così il mio viaggio di studi, approfondimenti, ricerche. L’esperienza di cantante e ricercatrice, ma soprattutto di insegnante mi ha condotto verso un percorso di scoperte affascinanti. L’uso della voce, sia per parlare che per cantare, libera la creatività e permette di esprimere la propria vita interiore sperimentandone sensazioni ed emozioni. L’equilibrio psicofisico di un essere umano può dipendere anche dal modo di utilizzare la voce. Avviene nel canto la scintilla dell’energia.

Il corpo diventa uno strumento musicale che vibra quando emette dei suoni, e ad ogni suono emesso nel corpo risuonano vertebre e gangli paravertebrali. A poco a poco il canto porta ad uno sviluppo completo ed armonico di tutte le parti del corpo e delle sue funzioni. Aspetto importantissimo è il meccanismo respiratorio. Respirare in modo profondo e mai forzato permette di abbandonarsi al canto per ritrovare la propria natura; sperimentare fino a che punto l’emotività è stata falsata e deviata dal suo corso normale.

L’uso corretto del fiato permette anche il rilassamento degli organi deputati alla fonazione la quale è strettamente collegata all’orecchio. Orecchio quindi ascolto. Ascolto dei suoni, delle proprie vibrazioni, ascolto del proprio canto, della propria voce: ascoltare se stessi per ascoltare gli altri. E ascoltare la propria voce che canta è una delle tappe più importanti del viaggio.

Come altrettanto importante è riuscire a far cantare chi credeva di essere stonato, oppure osservare paure che si superano, ansie che vanno via, stati di malessere fisico che scompaiono. Persone tristi che acquistano uno sguardo più vivace, altre insicure che si esprimono con determinazione.

Quasi come se si venisse “massaggiati”, o curati dalla propria voce. Entrare in contatto con se stessi per risuonare con gli altri. Per comunicare con gli altri e già Platone affermava che parlare o cantare significa far vibrare all’unisono l’aria che è all’esterno con quella che è all’interno. L’esperienza con la mia allieva Claudia è stata ed è intensa e significativa. Forse attraverso le sue parole riuscirò a spiegare quale lavoro svolgo con i suoni, aiutata dal mio pianoforte.

Claudia odiava la sua voce, le dava disagio quando in comitiva gli altri cantavano. Lei no. Claudia vuole fare l’attrice quindi usa la voce per recitare. Per curiosità ha voluto provare una lezione di canto con me, perché, disse, “le ispiravo fiducia”. Notavo l’ansia in lei che mi confermò qualche tempo dopo dicendomi: ”al solo pensiero della lezione di canto salivano i crampi allo stomaco”…(continua….nel libro ne “La voce degli allievi”)

La voce come strumento di comunicazione e ricerca
(“Artiterapie” n.56 – 2003)

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