Storia che racconta di suono, voce, canto e vibrazioni.

Il canto è sempre stato presente nella storia dell’umanità; i popoli antichi cantavano e lo facevano per ringraziare, si cantava nei riti e molte  culture antiche erano convinte  che la voce fosse l’organo più efficace di comunicazione che lo spirito possedesse.
Dai documenti delle culture più primitive sembra che l’evoluzione musicale sia stata influenzata dal canto degli animali specialmente da quello degli uccelli, dalla loro voce melodica.
Ogni animale ha una sua voce  e ritmo e l’uomo primitivo  imitava gli animali., inoltre, l’idea che la “forza” canti era radicata in lui.

Ma non solo canto, ma il suono della voce ha rivestito fin dall’antichità una grande importanza.
Nella Cina antica il nome di un bambino veniva scelto secondo il suono della sua voce.

Molte culture raccontano che il mondo fu generato dalla sillaba “OM”L’ “OM” costituisce l’essenza del sàman (canto) o del soffio.

Il sàman è l’essenza del metro poetico,
il metro è l’essenza del linguaggio,
il linguaggio è l’essenza dell’uomo.
Con il suono si forma la lettera,
con la lettera la sillaba,
con le sillabe la parola.


Dagli egiziani agli etiopi,  passando dalla Grecia per arrivare in  Cina e Giappone, la storia ci racconta di molte culture che attribuisco al suono un grande potere e tutti questi popoli hanno storie mitologiche e storie documentate sul potere del suono, e su come la voce abbia effetti curativi.

Nel Talmud ebraico si legge di un canto che proteggeva dalle epidemie. I profeti ebrei predicavano il futuro con il canto, la sorella di Mosè, Miriam, esprimeva cantando i suoi poteri visionari. Si credeva che il canto dei salmi avesse poteri di guarigione.
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Orfeo, il figlio di Apollo, calmava gli animali della foresta con il canto e  si narra che ebbe riportato  in vita l’amante Euridice con il suo canto.

In Africa, ancora oggi, in molti villaggi si canta e si danza per raggiungere uno stato d’estasi e per avere visioni.

Nel Nord America, i medici si sedevano accanto ai pazienti e cantavano.
Fra gli indios Pieroa “l’uomo medicina” trattava molte malattie con un canto sommesso e ripetitivo al ritmo di un sonaglio mentre  gli sciamani curavano ferite,  malattie e disturbi psichici con il loro canto

La storia ci tramanda altre informazioni dai greci e dai romani: Omero, Platone, Aristotele, Plutarco, Pitagora sostenevano e indicavano i benefici per l’anima e il corpo ottenuti mediante suoni e ritmo.

Filosofo per eccellenza per molti secoli a venire fu Pitagora di Samo (VI secolo a.C.) fondatore della teoria musicale e dell’acustica. La sua filosofia comprendeva la funzione curativa dei suoni, la scienza, matematica, la medicina e l’alimentazione. Pitagora suggeriva la ricerca dell’armonia per l’equilibrio perduto. E l’armonia interiore non poteva prescindere dal corrispondere all’armonia dell’universo. Secondo il filosofo greco,  l’unità armonica delle stelle e dei pianeti era strettamente collegata a quella interna del corpo e dell’anima dell’uomo inoltre era convinto che  l’universo si fondasse sulle leggi della musica:  qualsiasi corpo solido che si muove nell’aria produce un certo suono e allo stesso modo, le stelle fanno vibrare l’etere, anche se le nostre orecchie sono troppo imperfette per udire quel suono.

Poiché i principi dell’armonia agivano sia sui corpi celesti che sulla musica e sulla specie umana “la buona salute comportava l’accordo di corpo e anima con l’universo, attraverso una corretta alimentazione, la pratica musicale e un’esistenza rispettosa delle regole divine. Il pensiero di Pitagora prevarrà per otto secoli influenzando anche i Romani che consideravano l’organismo come una totalità e in questo contesto la musica aveva una funzione psicoterapica sia di cura sia di prevenzione.

Dopo il crollo dell’Impero romano in occidente si verifica una separazione fra scienza e religione e la musica diventa sacra o profana mentre in Oriente mantiene le tradizioni musicali insieme alle pratiche esoteriche.

E l’orecchio?

Zenone affermava scherzosamente che l’uomo ha due orecchie e una sola lingua per ascoltare più che parlare!

In alcuni testi scritti da medici sumeri si legge che questi  consideravano l’orecchio come l’organo della volontà e successivamente i Babilonesi predicevano il futuro dei neonati in base alla forma del loro orecchio destro.
La forma dell’orecchio era fondamentale per gli  Ebrei davano infatti i futuri sacerdoti dovevano avere un orecchio dalla forma perfetta.
In alcune culture la forma dell’orecchio era paragonata a quella di altri organi ad esempio l’orecchio veniva associato al piede mentre l’uno filtra le informazioni che provengono dall’aria, l’altro filtra le informazioni che provengono dalla terra.
Nel III secolo a.C., i Cinesi credevano che i reni fossero in rapporto con il mondo esterno tramite le orecchie, anche in questo caso, le forme dei due organi si assomigliano.

Fu Ippocrate (460-337 a.C.) a scoprire il timpano che descriveva come “la più sottile membrana vibratile dell’essere umano”. L’orecchio diventa lo strumento che ci permette di ascoltare, situato a metà strada fra il corpo e la mente.

Il primo che si è occupò dell’anatomia della laringe e delle cavità ossee con la loro azione amplificatrice del suono fu Galeno: il corpo-strumento comincia ad acquisire valore e significato.
È dei primi anni dell’Ottocento anche l’invenzione del laringoscopio, a opera di un medico spagnolo, Manuel García, che fu anche fra i primi insegnanti di canto.

Risonanze, vibrazioni ed effetti sul corpo

Risalgono al VI secolo a.C le testimonianze  sull’ascolto,  le risonanze e le vibrazioni , sulle quali si soffermò Lao Tze (il fondatore del Taoismo) secondo il quale “ascoltare un altro cantare significa entrare in vibrazione con lui”. Due interlocutori che si trovano l’uno di fronte all’altro sono un po’ come due arpe: se si pizzica una corda di un’arpa si mette a vibrare anche l’altra.

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E ancora Aristotele e Platone affermavano che cantare e parlare fa vibrare all’unisono l’aria che è all’interno con quella che è all’esterno.

Ma è a opera di un medico francese del 1700,  Louis Roger appassionato di musica la prima pubblicazione  sugli effetti della musica sul corpo umano in particolare  del corpo che risuona delle onde sonore e dell’orecchio e degli effetti sul corpo e sulla mente; egli  afferma che “il corpo umano è composto di solidi ,tendini musicali, nervi, cartilagini e liquidi e che esso vibra attraverso il suono. “
Per Roger vibrano parti liquide e solide del corpo umano, in particolar modo la vibrazione dei nervi agisce sul corpo e trasmette sensazioni alla mente e dalla mente al corpo. Il medico francese afferma che : “Come la musica agisce sugli stati mentali e li condiziona  questi ultimi a loro volta non possono che influire sul resto del corpo”.

Alla fine del 1800 il musicologo Curt Sachs afferma che il suono colpisce il nostro sistema nervoso più che ogni altra percezione sensoriale. “Tutto ciò che produce un suono, contiene in sé l’impulso della lotta eterna dell’uomo contro le forme ostili che minacciano la sua vita e il suo benessere e nulla meglio del suono è in grado di parlare alle potenze della sorte e della prosperità”

L’umanità da sempre ha dato importanza ai suoni, che diventano voce e, anche se non in modo del tutto cosciente alle vibrazioni che da essi derivano e dunque agli effetti di questi, e sicuramente , possiamo imparare e re-imparare molto dal nostro passato, interpretandolo alla luce di nuove scoperte e conoscenze.

Storia della psicobiorisonanza

Se volete approfondire l’argomento leggendo il libro :

Iniziazione alla voce-terapia. La voce educa la mente e il corpo canta

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